Cari figli! Questo è il tempo dell'amore, del calore, della preghiera e della gioia. Pregate, figlioli, affinché Gesù Bambino nasca nei vostri cuori. Aprite i vostri cuori a Gesù che si dona a ciascuno di voi. Dio mi ha invitato per essere gioia e speranza in questo tempo ed Io vi dico: senza Gesù Bambino non avete né la tenerezza né il sentimento del Cielo, nascosti nel Neonato. Perciò, figlioli, lavorate su voi stessi. Leggendo la Sacra Scrittura, scoprirete la nascita di Gesù e la gioia dei primi giorni che Medjugorje ha donato all'umanità. La storia sarà vera, ciò che anche oggi si ripete in voi ed attorno a voi. Lavorate e costruite la pace attraverso il sacramento della confessione. Riconciliatevi con Dio, figlioli, e vedrete i miracoli attorno a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.''
Medjugorje 28 agosto 1986
Cari figli, vi invito ad essere in tutto modello per gli altri specialmente nella preghiera e nella testimonianza. Cari figli, io non posso senza di voi aiutare il mondo. Desidero che voi collaboriate con me in tutto, anche nelle cose più piccole. Per questo, cari figli, fate in modo che la vostra preghiera venga dal cuore e che voi vi abbandoniate totalmente a me. Così potrò istruirvi e guidarvi sulla strada che io ho incominciato con voi.Grazie perché avete risposto alla mia chiamata. Altri messaggi
NOTA: Le richieste di preghiera inserite nei commenti sono salvate, ma non verranno visualizzate.
NOTA PER CHI NAVIGA IN QUESTO BLOG:
mercoledì 20 aprile 2011
Il Papa riflette sulla sofferenza di Cristo nel Getsemani, catechesi di Benedetto XVI del 20 aprile 2011
leggi tutta la catechesi
fonte zenit.org
sabato 16 aprile 2011
Auguri Santità
giovedì 14 aprile 2011
Catechesi di Benedetto XVI sulla chiamata alla santità
Leggi tutta la catechesi
fonte zenit.org
Programma delle celebrazioni del Papa per la Settimana Santa
Alle 9.30, in Piazza San Pietro, il Papa benedirà le palme e gli ulivi. Al termine della processione, celebrerà la Santa Messa della Passione del Signore.
Il 21 aprile, Giovedì Santo, il Pontefice presiederà alle 9.30 nella Basilica vaticana la concelebrazione della Santa Messa Crismale con i Cardinali, i Vescovi e i presbiteri (diocesani e religiosi) presenti a Roma, come “segno della stretta comunione tra il Pastore della Chiesa universale e i suoi fratelli nel Sacerdozio ministeriale”, ricorda la nota vaticana.
Nello stesso giorno, il Vescovo di Roma inizierà le celebrazioni del Triduo pasquale. Alle 17.30, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, presiederà la concelebrazione della Santa Messa e farà la lavanda dei piedi a dodici sacerdoti.
Durante il rito, spiega il comunicato, “i presenti saranno invitati a compiere un atto di carità per le vittime del terremoto e dello tsunami in Giappone. La somma raccolta sarà affidata al Santo Padre al momento della presentazione dei doni”.
Al termine della celebrazione avrà luogo la traslazione del Santissimo Sacramento alla Cappella della reposizione.
--22 aprile, venerdì Santo, alle 14.10 (ora della morte di Cristo sulla croce) il Papa sarà su su RaiUno ospite della trasmissione d’informazione religiosa “A sua immagine. Domande su Gesù” condotta da Rosario Carello.--
Il 22 aprile, Venerdì Santo, alle 17.00 nella Basilica vaticana il Santo Padre presiederà la Liturgia della Parola, l’Adorazione della Croce e il Rito della Comunione.
Alle 21.15, al Colosseo di Roma, presiederà la Via Crucis, al termine della quale si rivolgerà ai fedeli e impartirà la Benedizione Apostolica.
Sabato 23 aprile, alle 21.00, il Papa benedirà il fuoco nuovo nell’atrio della Basilica di San Pietro. Dopo l'ingresso processionale in Basilica con il cero pasquale e il canto dell'Exsultet, presiederà la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, che sarà concelebrata con i Cardinali.
La Domenica di Pasqua, 24 aprile, Benedetto XVI celebrerà alle 10.15 la Messa sul sagrato della Basilica di San Pietro.
Dalla loggia centrale della Basilica impartirà poi la Benedizione “Urbi et Orbi”, “alla città e al mondo”.
fonte zenit.org e altre
giovedì 17 marzo 2011
Il nostro mondo ha bisogno di un cuore nuovo
Oggi risuona per noi l'appello «Ritornate a me con tutto il cuore»; oggi siamo noi ad essere chiamati a convertire il nostro cuore a Dio, consapevoli sempre di non poter realizzare la nostra conversione da soli, con le nostre forze, perché è Dio che ci converte. Egli ci offre ancora il suo perdono, invitando a tornare a Lui per donarci un cuore nuovo, purificato dal male che lo opprime, per farci prendere parte alla sua gioia. Il nostro mondo ha bisogno di essere convertito da Dio, ha bisogno del suo perdono, del suo amore, ha bisogno di un cuore nuovo. (Benedetto XVI - Omelia Mercoledì delle Ceneri 9 marzo 2011)fonte zenit.org
domenica 13 marzo 2011
Servire
fonte zenit.org
giovedì 18 novembre 2010
Il Papa spera in una “primavera eucaristica” in tutte le parrocchie
Attraverso l'adorazione, «il Signore ci attira verso di sé, dentro il suo mistero, per trasformarci» E così si attua nella nostra quotidianità la Sua promessa: «Ecco, io sono con voi fino alla fine del mondo tutti i giorni della mia vita». **
*da zenit.org del 17/11/2010 durante una catechesi su santa Giuliana di Cornillon, religiosa vissuta tra il XII e il XIII sec. Contribuì all’istituzione della festa del Corpus Domini, fissata per il giovedì dopo l’Ottava di Pentecoste.
**da tempi.it del 17/11/2010
Resta con noi Gesù
Facci dono di te e dacci il pane che ci nutre per la Vita eterna
Libera questo mondo dal veleno del male, della violenza e dell’odio che inquina le coscienze
Purificalo con la potenza del tuo amore misericordioso.
fonte Preghiera del santo padre Benedetto XVI al Corpus Domini Roma 2009
mercoledì 17 novembre 2010
Prossima uscita del II volume su Gesù di Nazaret del Papa
Un altro dei “tesori” della sua esperienza giovanile che il Papa vuole condividere è l'incontro personale con Gesù, una “perla preziosa” che in qualche modo ha voluto trasmettere con i suoi libri su Gesù di Nazaret. La Settimana Santa del prossimo anno verrà pubblicato il secondo volume.
“Oggi per molti, l’accesso a Gesù si è fatto difficile. Circolano così tante immagini di Gesù che si spacciano per scientifiche e Gli tolgono la sua grandezza, la singolarità della Sua persona”, afferma il Pontefice.
Per questo, “durante lunghi anni di studio e meditazione, maturò in me il pensiero di trasmettere un po’ del mio personale incontro con Gesù in un libro: quasi per aiutare a vedere, udire, toccare il Signore, nel quale Dio ci è venuto incontro per farsi conoscere”, aggiunge.
L’incontro con il Figlio di Dio “dà a tutta l’esistenza un dinamismo nuovo. Quando entriamo in rapporto personale con Lui, Cristo ci rivela la nostra identità, e, nella sua amicizia, la vita cresce e si realizza in pienezza”.
“Cari giovani, imparate a 'vedere', a 'incontrare' Gesù nell’Eucaristia, dove è presente e vicino fino a farsi cibo per il nostro cammino; nel Sacramento della Penitenza, in cui il Signore manifesta la sua misericordia nell’offrirci sempre il suo perdono. Riconoscete e servite Gesù anche nei poveri, nei malati, nei fratelli che sono in difficoltà e hanno bisogno di aiuto”, conclude.
domenica 7 novembre 2010
domenica 10 ottobre 2010
Le parole di Benedetto XVI che hanno preceduto l'angelus di domenica 10 ottobre
Cari amici, sappiamo quanto la Vergine Maria sia amata e venerata dai nostri fratelli e sorelle del Medio Oriente. Tutti guardano a Lei quale Madre premurosa, vicina ad ogni sofferenza, e quale Stella di speranza. Alla sua intercessione affidiamo l'Assemblea sinodale (dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi) che oggi si apre, affinché i cristiani di quella regione si rafforzino nella comunione e diano a tutti testimonianza del Vangelo dell'amore e della pace.
Nella mia recente visita a Cipro ho consegnato lo Strumento di Lavoro di questa Assemblea sinodale; ora che essa è iniziata, invito tutti a pregare invocando da Dio un'abbondante effusione dei doni dello Spirito Santo.
fonte Zenit
sabato 5 giugno 2010
Benedetto XVI: Gesù è l'amore che trasforma il mondo
dalla omelia della celebrazione del Corpus Domini a San Giovanni in Laterano
“La forza divina del sacerdozio di Cristo trasforma l’estrema violenza e l’estrema ingiustizia in atto supremo di amore e di giustizia”. Lo ha detto Benedetto XVI nell'omelia della celebrazione del Corpus Domini, presieduta nella serata di giovedì 3 giugno, nella Basilica di San Giovanni in Laterano.
“Questa – ha spiegato poi il Papa – è l’opera del sacerdozio di Cristo, che la Chiesa ha ereditato e prolunga nella storia, nella duplice forma del sacerdozio comune dei battezzati e di quello ordinato dei ministri, per trasformare il mondo con l’amore di Dio”.
Gesù, ha continuato il Santo Padre, non era un sacerdote secondo la tradizione giudaica, criticava “l’impostazione che dava valore ai precetti umani legati alla purità rituale piuttosto che all’osservanza dei comandamenti di Dio, cioè all’amore per Dio e per il prossimo”.
La sua stessa morte non ha nulla dei sacrifici antichi, era offerta, unione della sua volontà con quella del Padre: “ha assunto la nostra umanità e per noi si è lasciato 'educare' nel crogiuolo della sofferenza, si è lasciato trasformare da essa, come il chicco di grano che per portare frutto deve morire nella terra”.
Ed “è grazie a questa trasformazione – ha continuato – che Gesù Cristo è diventato 'sommo sacerdote' e può salvare tutti coloro che si affidano a Lui”; “Egli non era sacerdote secondo la Legge, ma lo è diventato in maniera esistenziale nella sua Pasqua di passione, morte e risurrezione”.
“E’ l’amore divino che trasforma – ha concluso –: l’amore con cui Gesù accetta in anticipo di dare tutto se stesso per noi”.
fonte
mercoledì 2 giugno 2010
Benedetto XVI: la Trinità divina dimora in noi dal Battesimo
Cari fratelli e sorelle!
Dopo il tempo pasquale, concluso domenica scorsa con la Pentecoste, la Liturgia è ritornata al "tempo ordinario". Ciò non vuol dire però che l’impegno dei cristiani debba diminuire, anzi, entrati nella vita divina mediante i Sacramenti, siamo chiamati quotidianamente ad essere aperti all’azione della Grazia, per progredire nell’amore verso Dio e il prossimo. L’odierna domenica della Santissima Trinità, in un certo senso, ricapitola la rivelazione di Dio avvenuta nei misteri pasquali: morte e risurrezione di Cristo, sua ascensione alla destra del Padre ed effusione dello Spirito Santo. La mente e il linguaggio umani sono inadeguati a spiegare la relazione esistente tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e tuttavia i Padri della Chiesa hanno cercato di illustrare il mistero di Dio Uno e Trino vivendolo nella propria esistenza con profonda fede.
La Trinità divina, infatti, prende dimora in noi nel giorno del Battesimo: "Io ti battezzo – dice il ministro – nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Il nome di Dio, nel quale siamo stati battezzati, noi lo ricordiamo ogni volta che tracciamo su noi stessi il segno della croce. Il teologo Romano Guardini, a proposito del segno della croce, osserva: "lo facciamo prima della preghiera, affinché … ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; dopo la preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato … Esso abbraccia tutto l’essere, corpo e anima, … e tutto diviene consacrato nel nome del Dio uno e trino" (Lo spirito della liturgia. I santi segni, Brescia 2000, 125-126).
Nel segno della croce e nel nome del Dio vivente è, perciò, contenuto l’annuncio che genera la fede e ispira la preghiera. E, come nel vangelo Gesù promette agli Apostoli che "quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità" (Gv 16,13), così avviene nella liturgia domenicale, quando i sacerdoti dispensano, di settimana in settimana, il pane della Parola e dell’Eucaristia. Anche il santo Curato d’Ars lo ricordava ai suoi fedeli: "Chi ha accolto la vostra anima – diceva – al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? … sempre il sacerdote" (Lettera di indizione dell’Anno Sacerdotale).
Cari amici, facciamo nostra la preghiera di sant’Ilario di Poitiers: "Conserva incontaminata questa fede retta che è in me e, fino al mio ultimo respiro, dammi ugualmente questa voce della mia coscienza, affinché io resti sempre fedele a ciò che ho professato nella mia rigenerazione, quando sono stato battezzato nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo" (De Trinitate, XII, 57, CCL 62/A, 627). Invocando la Beata Vergine Maria, prima creatura pienamente inabitata dalla Santissima Trinità, domandiamo la sua protezione per proseguire bene il nostro pellegrinaggio terreno.
fonte: zenit
domenica 25 aprile 2010
Gli scandali nella Chiesa, no la colpa è personale.
“È stata tradita la vostra fiducia – continua –, e la vostra dignità è stata violata. Molti di voi avete sperimentato che, quando eravate sufficientemente coraggiosi per parlare di quanto vi era accaduto, nessuno vi ascoltava”.
“Quelli di voi che avete subito abusi nei convitti dovete aver percepito che non vi era modo di fuggire dalle vostre sofferenze. È comprensibile che voi troviate difficile perdonare o essere riconciliati con la Chiesa”.
Il Papa a chi ha commesso l'abuso: “Riconoscete apertamente la vostra colpa”, continua il Pontefice, “sottomettetevi alle esigenze della giustizia, ma non disperate della misericordia di Dio”.
Il problema, scrive il Santo Padre, “che non è specifico né dell’Irlanda né della Chiesa”, va affrontato “con coraggio e determinazione”
Propone poi alcune iniziative concrete per affrontare la situazione, il Papa invita tutti a dedicare le penitenze del venerdì, per un intero anno, in riparazione dei peccati di abuso, a riscoprire la Confessione e l’adorazione eucaristica; annuncia quindi una prossima Visita apostolica in alcune diocesi dell’Irlanda, come pure in seminari e congregazioni religiose, e propone una Missione a livello nazionale per tutti i Vescovi, i sacerdoti e i religiosi.
Nella Lettera ai cattolici dell'Irlanda
lunedì 12 ottobre 2009
mercoledì 8 luglio 2009
CATECHESI DEL SANTO PADRE merc 08 07 2009
Cari fratelli e sorelle!
La mia nuova Enciclica Caritas in veritate, che ieri è stata ufficialmente presentata, si ispira per la sua visione fondamentale ad un passo della lettera di san Paolo agli Efesini, dove l’Apostolo parla dell’agire secondo verità nella carità: "Agendo – lo abbiamo sentito ora -secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a Lui, che è il capo, Cristo" (4,15).
catechesi del mercoledì dell' 08.07.2009
Santi Protettori

